E’ nata la prima struttura di collaborazione tra Comuni, allo scopo di rendere più rapida ed efficace la ricostruzione dopo il sisma del 6 aprile dello scorso anno. Al Municipio di Fontecchio, uno dei comuni del cratere sismico, si è tenuto un Consiglio comunale straordinario, convocato dal Sindaco, Sabrina Ciancone, che ha portato alla firma di un atto di intesa tra i Comuni dell’Associazione intercomunale Area Omogenea n. 8. Tale area è costituita da 11 Comuni del cratere: Acciano, Barisciano, Fagnano Alto, Fontecchio, Fossa, Ocre, Poggio Picenze, San Demetrio ne’ Vestini, Sant’Eusanio Forconese, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo. Il protocollo d’Intesa, considerate le forme di collaborazione e coordinamento che tra questi territori erano già avviate prima del terremoto del 6 aprile 2009 e considerata la nuova necessità di una gestione condivisa delle esigenze che il sisma ha creato e amplificato, ha l’obiettivo di individuare nuove forme di collaborazione. In particolare, gli undici Comuni hanno concordato un coordinamento tra territori per l’esercizio di funzioni e servizi nell’ambito della protezione civile, della pianificazione della ricostruzione post-terremoto 2009, degli strumenti urbanistici, dei servizi sociali legati all’emergenza sisma, dei servizi e delle attività culturali e di aggregazione sociale, nonché dei progetti di cooperazione transnazionale. L’intento è quello di collaborare al massimo tra soggetti che hanno le stesse problematiche con un metodo di lavoro condiviso per raggiungere i migliori risultati per la ricostruzione e riqualificazione dei Comuni del Medio Aterno.
E’ lo stesso sindaco di Fontecchio, Ciancone, a spiegare come è nato questo importante processo di collaborazione tra enti locali e come è stata concepita la cosiddetta area omogenea.
“L’area omogenea è prevista dal Decreto 3 (art.9) del Commissario Delegato per la Ricostruzione che, al fine di assicurare un coordinamento delle attività della ricostruzione istituisce una Rappresentanza dei Piccoli Comuni, composta da un Sindaco delegato per ogni area omogenea. Lo scorso 5 maggio, in una riunione tra i Comuni del cratere, il Commissario per la Ricostruzione e la Struttura Tecnica di Missione, i Sindaci, autonomamente - dopo aver concordato le aree – hanno comunicato i nomi dei Comuni che avevano riconosciuto di appartenere ad ambiti omogenei all'interno del cratere sismico. L’intento è quello di avere rapporti diretti e più snelli tra Comuni e Commissario, specie tramite la Struttura Tecnica di Missione ”.
Dunque, è nata l’area omogenea 8, formata da undici Comuni del Medio Aterno. Come si è passati da questa associazione tra Comuni all'idea di un protocollo d'intesa?
“Si è giunti alla firma di un Protocollo di intesa per formalizzare un metodo e degli obiettivi di lavoro che in realtà erano già in atto; infatti, esisteva un progetto-territorio già prima del terremoto del 2009 e l’area coincideva pressoché in toto con l’attuale area omogenea 8. Infatti, è necessario fronteggiare questioni problematiche e trasversali a tutti gli undici comuni (raccolta dei rifiuti, bilanci, trasporti e così via). Lavorando insieme per trovare soluzioni, ci si è confrontati anche sull'approccio da utilizzare per l’azione di ricostruzione. È stato dunque inevitabile constatare la necessità di un operato intercomunale per affrontare gli aspetti tecnici e procedurali legati alle singole fasi della ricostruzione ”.
Una volta capita l’esigenza del “fare insieme”, quali obiettivi vi siete posti?
“L'obiettivo principale è quello di identificare un canale istituzionale di comunicazione e di lavoro tra amministrazioni accomunate da esigenze e necessità simili. Saranno poi identificate in futuro le forme specifiche di regolamento con cui individuare una forma snella e non onerosa per dar seguito all'atto politico ”.
Da un punto di vista più strettamente operativo questo cosa significa?
“L'operatività dell'azione degli 11 Comuni è legata alla sottoscrizione di convenzioni puntuali per ogni gestione condivisi. Mi riferisco alla discarica per i rifiuti a Poggio Picenze, il trasporto scolastico, i progetti di inclusione sociale, e così via. In particolare, per quanto riguarda le conseguenze del terremoto, si sta lavorando per rappresentare in modo univoco agli organi competenti le criticità degli undici comuni sia dal punto di vista interpretativo, che sotto il profilo concreto e pragmatico di azione. Inoltre, si stanno definendo delle direttive tecniche coincidenti per la redazione dei piani di ricostruzione ”.











