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Terremoto: Chiodi, sono io che non ho dato intesa a commissariare Comuni

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di Redazione - 04/05/2012

“In più di una bozza di ordinanza predisposta dalla Protezione Civile nazionale è stata chiaramente scritta una norma per commissariare, nella redazione dei piani di ricostruzione previsti per legge, i Comuni inadempienti. Mi sono sempre opposto poiché, nonostante le difficoltà e le resistenze, non ritenevo opportuna una tale misura.

Mi stupisce l’indignazione ad orologeria dell’onorevole Lolli e del sindaco dell’Aquila. Nel caso in esame non si trattava di mafia, ovviamente, ma della volontà del governo di accelerare sui piani di ricostruzione: le aspettative di decine di migliaia di cittadini erano appese ai capricci e alle resistenze di chi non voleva regole e di chi non aveva nessuna intenzione di rispettare la legge, o peggio, di chi si alzava dai tavoli istituzionali perché non aveva capito cosa fossero i piani di ricostruzione. Del resto, nel nostro Paese, l’istituto del commissariamento è previsto anche nei casi in cui l’ente non ottempera a specifiche norme di legge: lo stesso Comune dell’Aquila di commissariamenti ‘ad acta’ ne ha molti!

Ho confidato, nel negare il mio assenso a tale proposta - poi evidentemente a ragione - ad un ravvedimento da parte del Comune dell’Aquila. Il vero unico ostacolo all’avvio dei cantieri nei centri storici è stata la mancanza di strategia, di pianificazione, e la ferma volontà di sottrarsi alle responsabilità della ricostruzione.

Così, il sindaco Cialente, nell’estate del 2010 si è dimesso da Vicecommissario per avere le mani libere e buttare tutto in una dannosa diatriba politica, costruendo una campagna elettorale di due anni che, per fortuna degli aquilani, terminerà tra qualche ora”.