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Sostituzione edilizia per gli immobili E e tetto dei contributi, aumento dell'importo del finanziamento agevolato per gli edifici B, C ed E: le novità dell'ordinanza 3881

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di Enrica D'Alfonso, Tiziana Tarquini - 16/06/2010

Mette un punto fermo la necessità di assicurare la disponibilità economico-finanziaria per gli interventi di ricostruzione e per tutte le attività necessarie al superamento della situazione emergenziale l’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3881, firmata da Silvio Berlusconi lo scorso 11 giugno. Il provvedimento fissa inoltre termini e modalità per la riparazione degli edifici inagibili e prevede la possibilità di accedere al finanziamento agevolato per la ricostruzione degli immobili danneggiati dal sisma con alcuni vantaggi rispetto alla normativa preesistente. Stabilisce, infine, che possono accedere al contributo di riparazione degli immobili non adibiti ad abitazione principale anche i non residenti in Abruzzo.

Criteri per la ricostruzione e finanziamento agevolato

Le novità introdotte dall’art. 1 e dall’art. 5 chiariscono criteri e modalità di ricostruzione degli immobili classificati B , C ed E. I proprietari possono ottenere un aumento del finanziamento agevolato, fino a un massimo di 200mila euro, con un contratto di durata ventennale. Per le case classificate E  il finanziamento  può essere utilizzato anche per acquistare una nuova abitazione in sostituzione della prima casa distrutta. L’ordinanza evidenzia che in caso di mancata redazione di un progetto d’intervento il contributo concesso ai proprietari di case E è valutato sulla base di costi forfettari. Nello specifico, se tutti gli immobili dell’edificio sono prime case e classificate E, tali importi sono pari a 500 euro al metro quadrato nei casi in cui le parti strutturali non siano danneggiate o siano solo leggermente danneggiate, ossia siano presenti danni leggeri su meno di due terzi della struttura. Sono aumentati a 750 euro al metro quadro nei casi di danni strutturali più gravi. Nei casi in cui nell'edificio siano presenti unità immobiliari non adibite ad abitazione principale, i costi unitari sono ripartiti in due quote, rispettivamente pari a 2/3 e a 1/3. La prima, pari a 2/3, è relativa alle parti comuni e viene conteggiata sulla superficie coperta lorda. La seconda, pari a 1/3, viene conteggiata sulla superficie coperta lorda delle unità immobiliari adibite ad abitazione principale più la quota competente di parti comuni. Per la seconda quota, il contributo per le unità immobiliari che sono seconde case è riconosciuto nella percentuale di copertura dell’80% delle spese per la riparazione con miglioramento sismico o ricostruzione e per un importo non superiore a 80mila euro.

L’ordinanza n. 3881 specifica che nel caso in cui il costo dell’intervento di miglioramento sismico, compresi i costi di adeguamento igienico-sanitario  e riparazione di impianti strutturali e non strutturali, superi il costo per l’intervento di sostituzione edilizia del fabbricato, il contributo ammesso non può essere superiore al costo di costruzione di un fabbricato di uguale volumetria, come definito dalla Regione Abruzzo per l’edilizia agevolata. Tale costo può essere aumentato del 20% per adeguare l’edificio alle norme di efficienza energetica e isolamento acustico.

La perizia deve in ogni caso indicare:

  1. se l’edificio è interamente crollato;
  2. se ci sono crolli di muri portanti o di strutture orizzontali, che interessano almeno il 25% in  volume dell’edificio in muratura;
  3. se, nell’edificio in calcestruzzo armato, ci sono spostamenti permanenti tra base e sommità dei pilastri pari o superiori all’1,5% dell’altezza d’interpiano e se interessano almeno la metà dei pilastri del piano;
  4. se la resistenza alla compressione media cubica del calcestruzzo, valutata su provini cilindrici con altezza/diametro unitario e senza applicare alcun coefficiente correttivo, risulta inferiore a 8 mega Pascal.

È compito delle amministrazioni comunali verificare i presupposti per la sostituzione edilizia. Per una migliore organizzazione del tessuto urbano, il Comune può acquistare immobili distrutti o gravemente danneggiati inseriti nei piani di ricostruzione, nel limite massimo di 10 milioni di euro.

Servizio idrico e rifiuti

L’art. 3 dell’OPCM autorizza il Commissario delegato per la ricostruzione ad elargire:

  • un rimborso pari a 926.391,00 euro alla società Gran Sasso Acqua SpA per gli interventi svolti al fine di garantire la funzionalità del servizio idrico integrato danneggiato dal terremoto;
  • un contributo straordinario per l’esercizio finanziario 2010 di 5 milioni di euro all’Ente Ambito Territoriale Aquilano per affrontare i costi del Servizio idrico integrato svolto dalla società per azioni Gran Sasso Acqua;
  • un contributo straordinario per l’esercizio finanziario 2010 ai Comuni del cratere sismico per assicurare la continuità nello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, a fronte dei maggiori costi sostenuti e delle minori entrate registrate.

 Personale impegnato nell’emergenza

L’ordinanza stabilisce la necessità di continuare ad assicurare gli interventi di soccorso e le attività necessarie per il superamento dell’emergenza tramite un adeguato contingente delle Forze Armate autorizzando all’art. 2 il Ministero della Difesa a prorogare fino al 31 luglio 2010 il personale impiegato in Abruzzo. Autorizza inoltre con l’art. 4 il Sindaco dell’Aquila a stipulare 8 contratti di collaborazione coordinata e continuativa per garantire la continuità nella gestione del Progetto CASE e dei MAP, sulla base di una scelta di carattere fiduciario anche attingendo alle graduatoria delle procedure selettive bandite dalla Protezione Civile Nazionale, per un importo stimato pari a 260mila euro annuali. Anche i sindaci degli altri Comuni del cratere sono autorizzati a prorogare sino al 31 dicembre 2010 i contratti di collaborazione e a tempo determinato stipulati per l’emergenza Abruzzo, come previsto dagli artt. 6,7 e 8.