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Sostituzione edilizia, le novità dell'opcm 3889

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di Redazione - 26/07/2010

Avere la casa crollata  in tutto o in parte -  con situazioni differenti a seconda che sia in muratura o in cemento armato - o con spostamenti permanenti delle strutture portanti, rende non più necessaria la dimostrazione della convenienza economica nel caso in cui si voglia procedere con la sostituzione edilizia anziché con l’intervento di riparazione. E’ quanto prevede l’ordinanza n. 3889, firmata dal Presidente del Consiglio dei ministri durante questo mese. Il provvedimento modifica l’Opcm n. 3881 che, in sostanza, agganciava la convenienza economica a ricostruire da capo un’abitazione (senza più la necessità di dover rispettare l’aspetto e la forma dell’edificio originario, purché se ne mantenga inalterata la volumetria e sia compatibile con lo strumento urbanistico di ciascun Comune) al fatto che la stessa fosse stata distrutta nel sisma del 6 aprile di un anno fa. Dove, per distrutta – art. 5, comma 5 dell’Opcm n. 3881 – si intende sia un crollo totale sia un crollo del 25% in caso di fabbricati in muratura, oppure uno spostamento dei pilastri o una variazione della compressione del calcestruzzo per quelli in cemento armato, secondo percentuali e indici riportati nello stesso art. 5 dell’Opcm 3881. Con l’ultima ordinanza n. 3889 è stato chiarito che si possa beneficiare della sostituzione edilizia semplicemente dimostrando nella documentazione progettuale la sussistenza di una delle fattispecie riportate nell’art. 5 dell’Opcm n. 3881 senza dover ulteriormente dimostrare la convenienza economica rispetto alla riparazione del fabbricato.

In altri termini, a seguito della nuova disciplina, si potrà procedere con la scelta della sostituzione edilizia qualora la somma dei costi per la riparazione delle parti strutturali e non strutturali, quelli per l’intervento di miglioramento sismico per il raggiungimento di un livello di sicurezza maggiore del 60% e fino all’80% e quelli degli impianti e degli adeguamenti igienico sanitari (operazioni necessarie per una riparazione di carattere antisismico), determini un risultato superiore agli oneri che si sosterrebbero per una demolizione con ricostruzione, magari modificando la sagoma della casa, ma rimanendo in linea con le normative urbanistiche. Si potrà altresì procedere con la sostituzione edilizia qualora l’abitazione sia stata devastata dal terremoto o distrutta secondo le percentuali e i valori riportati nell’art. 5 dell’Opcm 3881, indipendentemente dai calcoli per accertarne la convenienza economica, purchè risulti dalla documentazione progettuale una situazione di danneggiamento o distruzione conforme a quanto indicato dalla citata ultima ordinanza.