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Ricostruzione: Chiodi, Piani obbligo non facoltà anche per risolvere questione seconde case

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di Redazione - 30/12/2010

"I Piani di ricostruzione li abbiamo voluti noi. Sono un obbligo di legge, non una facoltà". Il Commissario delegato, Gianni Chiodi, è tornato oggi ad insistere sulla necessità della redazione dei Piani da parte dei Sindaci, per accelerare il processo di recupero dei centri storici ma anche per risolvere la lunga e complessa querelle della ricostruzione delle seconde case. "Vorrei si comprendesse - ha esordito Chiodi, stamane in conferenza stampa, aprendo l'argomento - e si ricordasse, che il comma 5 bis dell'articolo 14 della legge organica sul terremoto è stato inserito in sede di conversione su richiesta della comunità locale che non voleva essere espropriata, sulla carta, di scelte di natura urbanistica. Questa norma, che attribuisce, quindi, ai Sindaci il potere di decidere sulla ricostruzione dei centri storici, prevede altresì che i Piani siano soggetti all'intesa del Commissario che, proprio per facilitare le Municipalità, ha dettato delle linee guida". Chiodi ha ribadito gli obiettivi dei Piani: ripresa socio economica, riqualificazione dell'abitato e rientro delle popolazioni. "La Ricostruzione - ha sottolineato il Commissario - non è solo un problema edilizio, ma è un problema urbanistico, economico e sociale ed i Piani rispondono in maniera puntuale e completa a queste esigenze". Chiodi si è soffermato poi sull'aspetto interpretativo dell'articolato che disciplina l'argomento "Piani di Ricostruzione" e che è stato inviato, per un parere confermativo, anche al Comitato tecnico scientifico. Si è detto convinto, il Commissario che "con il dettato del 5 bis, l'impalcatura delle numerose Opcm ed i Piani di ricostruzione si riesca a finanziare tutto il recupero del centro storico, evitando che porzioni di esso non lo siano". "In questo modo - ha osservato - è possibile superare il nodo delle seconde case". "Se non ci saranno Piani di ricostruzione - ha stigmatizzato infine - si potranno perdere preziose opportunità per la città dell'Aquila e per il suo comprensorio. Sto cercando di farlo capire in mille modi e non mi si potrà considerare, quindi,  in avvenire, responsabile di occasioni mancate".