E’ stata inaugurata oggi a Palazzo Silone, sede della Regione Abruzzo, la mostra “Le macerie rivelano” sui reperti archeologici inediti rinvenuti all’Aquila dopo il sisma, organizzata dall’ufficio del Vice – Commissario per la tutela dei Beni Culturali, Luciano Marchetti, con il patrocinio del Dipartimento di Protezione Civile, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila. L’esposizione si articola in una trentina di pezzi, tra cui frammenti di affreschi, capitelli, porzioni di colonnine ed altri elementi decorativi inediti, che sono stati rinvenuti sotto le macerie dal nucleo Speleo-alpino-fluviale (SAF) dei vigili del fuoco, in collaborazione con le Soprintendenza e i volontari di Legambiente e della Misericordia. L’intervento congiunto ha permesso il recupero di frammenti storici e architettonici, grazie anche all’utilizzo di tecniche innovative, che rivelano pagine inedite della storia millenaria della città dell’Aquila. Immagine simbolo della mostra è uno splendido capitello raffigurante un cherubino, rinvenuto nella Basilica di Collemaggio del XIV secolo. Altri reperti sono stati rinvenuti negli edifici storici della città, tra cui un grande mascherone romano, risalente alla prima metà del II secolo d.C., al Palazzo del Governo, e un'antica iscrizione gotica rinvenuta nella chiesa di Santa Maria Paganica, a testimonianza della ricostruzione della stessa dopo il terremoto del 1349. “Queste scoperte costituiscono nuovi ed insospettabili elementi di studio e di riflessione per la storia, la cultura e l’arte della nostra città” ha dichiarato l’archeologo Vincenzo Torrieri, curatore della mostra. Si tratta infatti di elementi architettonici e scultorei utilizzati come materiali di reimpiego nella ricostruzione degli edifici di culto dopo gli eventi sismici che distrussero L’Aquila nel 1461 e nel 1703, che oggi tornano alla luce per testimoniare la rinascita della città. Il Commissario delegato per la Ricostruzione e Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha ringraziato tutti gli Enti coinvolti in questo difficile lavoro di recupero e riscoperta dei capolavori artistici, simboli storici e culturali della città, con l’augurio che la mostra possa contribuire a rinsaldare l’identità ferita degli aquilani.
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