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Contributi per la ricostruzione, i tempi da rispettare. Dieci giorni per presentare le integrazioni

di Administrator User - 26/04/2010

Assistenza e ricostruzione  sono due elementi che vanno di pari passo. E per dare un significato concreto a entrambi, occorre il rispetto dei tempi dettati dalle normative.
A ricordare questi aspetti ai Sindaci del cratere è l’articolo 14, comma 2, dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3857 dello scorso marzo. Il provvedimento pone delle scadenze categoriche, per impedire che le domande per la ricostruzione – una volta osservate – rimangano pendenti negli armadi dei Municipi troppo a lungo. Con il risultato di un pauroso rallentamento dei cantieri e, di conseguenza, della complessiva opera della rinascita del territorio, che ha nella ricostruzione privata un cardine essenziale.

Come noto, il percorso amministrativo prevede che, dopo la domanda per riparare le case da parte degli interessati, i Comuni procedano a un’istruttoria. Il Comune dell’Aquila si avvale di Fintecna, per la ricezione delle richieste e l’apposizione del protocollo, nonché della consulenza dei consorzi Reluis e Cineas, per l’esame, rispettivamente, degli aspetti tecnici ed economici della documentazione presentata dai professionisti per conto dei proprietari. La possibilità di ottenere tale consulenza è valida anche per gli altri Comuni, come previsto dall’art. 16, comma 1, dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, n. 3827 del 27 novembre 2009. In ogni caso, l’istruttoria di una richiesta di contributi per la riparazione o ricostruzione può portare alla domanda, da parte dei Comuni, di documenti integrativi allo scopo di rilasciare successivamente il contributo definitivo. La Municipalità dunque comunica questa richiesta al cittadino. Per fare in modo che tale situazione abbia un’evoluzione rapida, l’ordinanza n. 3857 ha previsto che gli interessati devono presentare tali integrazioni entro dieci giorni dalla comunicazione ricevuta dal Comune.

Per quello dell’Aquila, tale comunicazione decorre dalla pubblicazione delle pratiche integrare sul sito istituzionale e all’albo pretorio. Per gli altri Comuni del cratere non sono dettate linee specifiche. L’importante è che le comunicazioni vengano rese e che si tengano d’occhio i termini dei dieci giorni. Decorso inutilmente questo periodo di tempo, i Sindaci devono comunicare alla funzione Assistenza alla popolazione della Struttura per la gestione dell’emergenza tale inadempimento. L’ufficio in questione provvederà – come impone l’ordinanza medesima – a revocare ogni forma di assistenza per l’assistito che non ha provveduto a produrre le integrazioni richieste, dal contributo di autonoma sistemazione all’ospitalità negli alberghi a spese dello Stato.

In presenza di circostanze particolarmente complesse, i Comuni possono concedere ai cittadini una proroga di 10 giorni, con un provvedimento espresso.
La prima data da tenere d’occhio è il 27 marzo. L’ordinanza infatti prevede che i primi dieci giorni vengano conteggiati dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale di tale provvedimento, cosa che è avvenuta lo scorso 17 marzo. In teoria, tutti coloro che erano stati raggiunti da richieste di integrazioni prima del 17  marzo e non avevano dato seguito a tali richieste entro il 27, dovevano lasciare l’albergo – o farsi carico delle relative spese – o si vedevano cessare il contributo di autonoma sistemazione.
All’Aquila, in base a un’indagine disposta dal sindaco Massimo Cialente, è emerso che sono 950 le pratiche pendenti perché coloro che hanno presentato la domanda di contributo non hanno risposto alla richiesta di integrazioni. Il primo cittadino ha ricordato agli interessati le conseguenze del perdurare di tale irregolarità e già sono numerose le persone che hanno provveduto a sanare la situazione, depositando la documentazione richiesta.

Ufficio stampa della Struttura per la Gestione dell'Emergenza