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Chiodi a Ministro Barca, le domande delle prove selettive riguardino soprattutto la ricostruzione

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di Redazione - 04/09/2012

Rompe il silenzio e dopo giorni di “polemiche e prese di posizione poco utili alla causa dei molti ragazzi che hanno servito lo Stato ferito dal terremoto del 2009”, il Commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi  invia una nota al Ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, volta a tutelare l’esperienza e le professionalità di tutti il personale impiegato nelle strutture del Commissario per l'emergenza prima, e di quello della ricostruzione poi, includendo, tra essi, anche coloro che sono stati e  sono ancora al servizio di Comuni, Province e altri soggetti impegnati a vario titolo nella ricostruzione.

“Sono perfettamente cosciente – scrive il Commissario Gianni Chiodi - che oggi non possono essere ripetute le vie percorse in altre occasioni ove al cessare della situazione di emergenza si è provveduto a stabilizzare la stragrande maggioranza delle professionalità impiegate. D'altro canto – prosegue - la ricostruzione avrà bisogno di professionalità elevate, in grado di cogliere e vincere la sfida complessa e duratura della ricostruzione”.

Il Commissario decide di intervenire, come per l’emendamento al decreto sviluppo e le correzioni proposte in sede di redazione delle Intese per la costituzione degli Uffici speciali, a valle delle polemiche, e lo fa confidando sull’attenzione del Governo nel riconoscere “l'impegno di mesi intensi e difficili della vita professionale di molti lavoratori a servizio di una causa importante per il loro Paese e per la loro terra”.

Per questo, prosegue Chiodi: “si potrà valutare l'opportunità che le prove potranno anche non avere contenuti generali, bensì riguardare in modo robusto, anche se non esclusivo, materie e argomenti propri della ricostruzione. Tutto ciò può essere fatto  - prosegue - salvaguardando il diritto di tutti coloro che aspirano a lavorare per la ricostruzione, compresi coloro che oggi non lo fanno, ad esclusivo futuro vantaggio della qualità della stessa. In tal modo, credo, si potrebbe consentire ai tanti lavoratori, oggi in giusta tensione, di essere più sereni nell'affrontare il concorso”.

“Sono certo, che la loro volontà non sia quella di imporre corsie preferenziali, ma solo di vedere giustamente riconosciuto l'impegno di mesi intensi e difficili della loro vita professionale.
Quanto suggerito – conclude il Commissario -  lascerà il giusto spazio a chi, seriamente, vuole impegnarsi per lavorare nelle strutture deputate alla ricostruzione, potendone in primis beneficiare la cittadinanza della città dell'Aquila e degli altri centri dell'Abruzzo da ricostruire”.